martedì 28 dicembre 2010

Sorriso di Duchenne

Il sorriso si produce stirando la bocca, inarcando le labbra ed eventualmente mostrando i denti. Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l'espressione coinvolge anche gli occhi. La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. 
Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando la contrazione ad alcuni muscoli della bocca (risorio e buccinatore) prende vita il cosiddetto sorriso "Pan American" ,che deve il suo nome all'omonima linea aerea,  un sorriso meccanico, di pura cortesia, proprio come quello dell’assistente di volo che risponde a un passeggero. Questo sorriso esprime cortesia e gentilezza ma non ha nulla a che vedere con una sincera gioia interiore.
Ad esso si contrappone appunto il sorriso di "Duchenne, dall'omonimo studioso che per primo lo descrisse, gli angoli della bocca si arricciano verso l’alto e intorno agli occhi si formano piccole rughette comunemente note come “zampe di gallina”. Poiché i muscoli coinvolti in questa espressione sono difficili da controllare volontariamente,(muscolo buccinatore, orbicolare oculare, parte orbitale, e zigomatico) un sorriso di Duchenne è quasi impossibile da simulare, e si può sfoggiare solo se viene “da dentro”. L'espressione comune "sorridere con gli occhi" intende proprio questo aspetto. 

Posted by Picasa